Il comico piduista
Ez3kiel | 24 12 2005In questi ultimi giorni dell’anno si respira un’aria diversa. Ultimo Consiglio dei Ministri dell’anno il 29 dicembre, il 29 gennaio scioglimento delle camere, ieri ultima conferenza stampa di fine anno per Berlusconi.
Poteva essere questa come le altre conferenze stampa degli altri anni? Certo che no: era l’ultima prima delle elezioni politiche del 9 aprile.
E allora per l’occorenza il nostro premier piduista ha rinnovato il suo show d’avanspettacolo rinnovandolo con nuove simpaticissime battute. Eccone degli estratti a seconda del tema che ha toccato.
- Conflitto di interessi con il digitale terrestre: "io non sapevo che un’azienda di mio fratello avesse accettato l’offerta di un’azienda produttrice di decoder per distibuirli sul territorio nazionale". Certo, lui non sapeva nulla, non poteva immaginare che incentivando l’acquisto di decoder mhp con i nostri soldi, favoriva un’azienda di famiglia… No…
- La barca di D’Alema: "A me basta che i suoi elettori considerino che un leader di un partito che si presenta come proletario dispone di una barca simile, questo mi rende felice". Ok, della barca di D’Alema ci ha pensato lui a parlare. Allora io per par condicio (parola che al nostro amico piduista piace poco) parlo della sua barca: il Geographic Vascel First, un "piccolissimo" yacht lungo 40 metri adibito per traversate atlantiche comprato direttamente da Pininfarina. Non male per uno che ha fondato il partito della libertà, come lui definisce Forza Italia (anche se forse sarebbe più adeguato il nome di partito di Fininvest).
E questi sono solo alcuni dei punti toccati nella conferenza stampa di Sua Emittenza. Ma il climax lo ha raggiunto quando l’inviata de "l’Unità" ha rinfaccato al premier le accuse che più volte ha lanciato al giornale dei DS, definendo "il giornale dell’odio". Allora il nano piduista tocca il fondo, cacciando l’edizione speciale de "l’Unità" dedicata alla scomparsca di Stalin nel 1953, affermando che i DS e il loro giornale non rimpiangono il loro passato e si portano sulle spalle il peso "di oltre 100 milioni di morti".
Ma perché non ha portato anche qualche altra prima pagina dei quotidiani usciti quel giorno? Allora ci pensiamo noi: il Corriere della Sera uscì con il titolo "Il maresciallo Stalin è morto" e nell’editoriale gli si riconosceva di essere stato uno dei pochi che intuì "con mirabile chiaroveggenza il disegno di Hitler"; il Popolo, giornale della DC, usciva con un articolo di De Gasperi dove si leggeva: "Chiniamo la fronte pensosi innanzi alla scomparsa di un uomo che lascia nel mondo un grande vuoto".
E comunque contestualizzazione non è una parola presente nel vocabolario di Berlusconi, a quanto pare.
Questo è purtoppo solo l’inizio: nella conferenza stampa il Presidente del Consiglio ha annunciato che la sua coalizione si impegnerà per tutto il mese di gennaio, con lui in prima linea, a spiegare agli italiani ciò che hanno fatto di bene in questi interminabili cinque anni. Prepariamo all’ennesima proiezione del film Balle Spaziali.







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