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Archive pour Dicembre 2005

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Ma gli ET esistono?

Lunedì 19 Dicembre 2005

 
La nostra galassia: la Via Lattea.

Ma tu credi ai marziani?
Intendi dire agli extraterrestri?
Sì. Credi che vi siano dei pianeti abitati, oltre la Terra?
Non so dire se ci credo. (Non ho delle vere e proprie opinioni in proposito.) Ma certamente la probabilità che esistano altre forme di vita è molto elevata.
Come fai a dirlo?
Carl Sagan (quando era direttore del Laboratory for Planetary Studies della Cornell University) diceva che il numero delle stelle nell’universo è maggiore di quello dei granelli di sabbia su tutte le spiagge del nostro pianeta. Fai un po’ tu i conti conti. Se ogni stella ha qualche pianeta, la probabilità che nessuno di questi pianeti ospiti delle forme di vita mi sembra infima.
Proviamo davvero a fare due conti. Quanti granelli di sabbia ci sono sulle nostre coste?
Dipende dalle loro dimensioni.
Assumiamo una media di mezzo millimetro per ogni granello.
In tal caso, disponendoli regolarmente potremmo farcene stare… 8000 in un centimetro cubo.
Quindi 8 miliardi per ogni metro cubo.
Prendiamo adesso 360.000 chilometri di costa (l’estensione costiera globale sul nostro pianeta si aggira sul milione di chilometri, di cui circa il 36% è costituito da spiagge sabbiose). Calcolando un’ampiezza media di 50 metri e una profondità di 2, otteniamo un volume totale di 36 miliardi di metri cubi di sabbia costiera.
Quindi sulle nostre coste ci sono 8 x 36 = 288 miliardi di miliardi di granelli di sabbia.
Granello più granello meno…
E il numero delle stelle è maggiore?
Così diceva Sagan, di cui era nota la capacità di illustrare con immagini vivide concetti altrimenti inafferrabili. In effetti il numero delle stelle è maggiore.
Ma se si dice che nel firmamento ce ne sono cinquemila.
Quelle sono le stelle che riusciamo a vedere a occhio nudo (per così dire), e si tratta per lo più di astri a una distanza massima di 1000 anni luce. Ovviamente però ce ne sono molte di più. Basta pensare che solo la nostra galassia ha un diametro di oltre 100.000 anni luce, e che i dati più recenti parlano di un totale di circa 130 miliardi di galassie.
Se quindi la nostra galassia fosse nella media, nell’universo ci sarebbero circa 50.000 miliardi  di miliardi di stelle.
Proprio così: un cinque seguito da ventidue zeri. Un numero enorme, non trovi? E ovviamente il numero dei pianeti sarà sicuramente maggiore. Quindi a questo punto sarai sicuramente daccordo: le probabilità che nessuno di questi pianeti ospiti forme di vita è veramente infima.
Mi hai convinto. E’ ragionevole supporre che vi siano altre forme di vita, altri pianeti abitati. Però allora non ti sembra strano che queste forme di vita non comunichino tra loro?
Non mi sembra strano perché non so se è vero. Magari in parti remote dell’universo si fanno tornei di calcio interplanetari. Che ne sappiamo noi?
Non ti sembra strano che nessuna di queste forme di vita comunichi con noi?
Lo diceva anche Fermi: se gli extraterrestri esistessero, per quale motivo non ci hanno mai fatto visita?
Appunto.
Per me la risposta è ovvia. Innanzitutto, non è detto che siano forme di vita evolute a tal punto. Secondo, se anche fossero molto più evolute di noi, non è detto che sarebbero in grado di farci visita, o anche solo di mandarci dei segnali. Ricordati che le distanze sono enormi: ci vogliono centinaia di migliaia di anni per attraversare una galassia viaggiando alla velocità della luce. E poi, anche supponendo che i nostri amici extraterrestri dispongano di mezzi di trasporto eccezionali, mi chiedo perché mai dovrebbero venire a visitare proprio noi. La probabilità è veramente molto bassa, considerato il numero di pianeti con cui siamo in concorrenza.
Tu parli sempre in termini di probabilità…
Hai ragione, scusa. Ma non è solo una questione di probabilità. Dobbiamo stare attenti a non peccare di provincialismo. Mio zio abita in un anonimo quartiere della periferia e dice di non aver mai visto in vita sua un turista passare da quelle parti. Questo non lo autorizza a dire che i turisti non esistono!
Vuoi forse dire che il nostro pianeta è un posto noioso che nessun turista intergalattico si sognerebbe di visitare?
Non dico questo. Dico che sarebbe presuntuoso pensare che il nostro pianeta sia così interessante. Chissà quanti luoghi ameni ci sono in giro per l’universo. Il fatto che nessun extratterestre venga a visitare noi non mi sembra un buon motivo per pensare che non ci siano extraterrestri.
Forse un po’ di pubblicità intergalattica non guasterebbe…
Ho i miei dubbi. E poi, se ci pensi, oltre alla vastità dello spazio bisogna mettere in conto quella del tempo. L’universo esiste da miliardi di anni. Perché mai gli extratterestri dovrebbero venire a visitarci proprio adesso? Magari sono passati di qui un milione di anni fa. Magari si sono anche fermati a lungo prima di ripartire per altre mete, prima che l’umanità facesse la sua comparsa sul pianeta. Metti pure che siano venuti in epoche più recenti, quando la Terra era già come la conosciamo noi. I nostri antenati potrebbero non essere stati nelle condizioni di accorgersene. (Fino a pochi secoli fa il concetto di "estratterrestre" era improbabile: si credeva che la Terra fosse l’unico pianeta.) Non si può certo pretendere che quelli vengano a visitarci quando fa comodo a noi.
Neanche se li invitiamo?
Se anche li invitassimo chissà quanto tempo ci metterebbero prima di arrivare. Li allettiamo con la scusa dei mondiali di calcio e quando quelli sbarcano si ritrovano in un mondo in cui lo sport è una curiosità archeologica. Meglio non rischiare e affidarsi semplicemente ai calcoli. La probabilità che gli extraterrestri esistano è altissima; quella che vengano a farci visita è bassissima.


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ADSL Italiana: cambiano le regole

Sabato 10 Dicembre 2005

L’Agenzia Garante delle Telecomunicazioni (Agcom) si prepara a varare nuove regole per regolare il mercato delle ADSL. Il nuovo regolamento dovrà si dovrà conformare al nuovo codice delle telecomunicazioni europee deciso dalla UE nel 2002, a cui tutte le nazioni europee si dovranno attenere.

Ecco in sintesi i punti cardine del nuovo codice:

  • Offerte Adsl più variegate

    Finora i provider non dotati di infrastrutture di rete alternative
    (unbundling) hanno avuto una scelta limitata per quanto riguarda le
    caratteristiche delle Adsl da vendere al pubblico. Devono scegliere le
    Adsl da un listino all’ingrosso, dove Telecom mette a disposizioni
    alcuni tagli (640/256 Kbps, 1.280/256 Kbps, 4.096/256 Kbps…) e altri
    no, in base alle proprie scelte commerciali. Ecco perché finora gli
    italiani non coperti da unbundling di qualche operatore (ossia la
    maggior parte) non hanno potuto acquistare Adsl a 6 Megabit; oppure a 4
    Megabit con molta banda di upload (invio dati) e alte garanzie di
    velocità. La rete di Telecom già permette queste opzioni, che però non
    sono disponibili nel listino all’ingrosso. Con il nuovo provvedimento,
    i provider potranno avere un accesso più completo alla rete di Telecom
    e fare da sé i propri tagli di velocità. È probabile quindi che ne
    deriveranno offerte più varie.

  • Via il tappo sui prezzi dell’Adsl

    Come scrive la stessa Agcom analizzando questo mercato, l’attuale
    sistema che regola i prezzi Adsl in Italia ha un problema. Gli
    operatori comprano da Telecom Italia, all’ingrosso, a prezzi che sono
    orientati su quelli delle offerte Alice (ossia della stessa Telecom).
    Cioè, se un utente paga 36,95 euro al mese Alice 4 Megabit, i provider
    possono comprare quell’accesso Adsl a circa la metà da Telecom. È un
    sistema semplice e che in teoria permette ai provider di fare profitti,
    ma rischia di mettere un tappo alla discesa dei prezzi Adsl al
    pubblico, poiché quelli Alice e quelli degli altri provider, in questo
    modo, vanno di pari passo. E non sono orientati agli effettivi costi
    industriali necessari per fornire il servizio, bensì ai prezzi di Alice
    (ossia alle politiche commerciali di Telecom). Il nuovo provvedimento
    appunto introduce la regola che i prezzi all’ingrosso debbano essere
    orientati ai costi reali affrontati da Telecom per fornire il servizio
    agli operatori. Agcom dovrà studiare la contabilità di Telecom, a cui
    chiederà quindi di pubblicare una nuova offerta all’ingrosso, basata su
    questi nuovi principi.

  • Meno controlli su Telecom Italia

    Telecom, prima di pubblicare una nuova offerta Alice, finora ha dovuto
    chiederne l’autorizzazione ad Agcom, con un preavviso di 30 giorni. Il
    nuovo provvedimento abolisce quest’obbligo ed è la novità più
    contestata dai provider. Il tutto avviene nell’ottica del nuovo codice
    europeo delle comunicazioni, secondo cui vanno regolati in modo stretto
    solo i mercati dove manca un’effettiva concorrenza. L’Agcom potrà
    comunque bloccare eventuali offerte Alice considerate
    anticoncorrenziali (non replicabili dai concorrenti), ma solo dopo che
    usciranno sul mercato. I provider temono però Agcom non riuscirà a fare
    questi controlli con sufficiente tempismo; sarebbe lasciato così il
    tempo a Telecom di fare man bassa di utenti grazie a eventuali offerte
    vendute a prezzi stracciati.

(fonte: Repubblica.it)


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Xbox 360 surriscaldata: querela per Microsoft

Mercoledì 7 Dicembre 2005

Ebbene sì: Robert Byers, un uomo di Chicago, ha intenzione di portare davanti al giudice la Microsoft.
Il motivo? Secondo Byers la società di Bill Gates pur di anticipare l’uscita della Playstation 3 di Sony ha deciso di mettere sul mercato una console non ancora perfezionata, con il conseguente manifestarsi di problemi.
Solo due giorni dopo l’uscita americana della Xbox360 già si leggevano sul web le prime lamentele sul sistema di alimentazione: alcuni esemplari della console si bloccavano dopo circa 20 minuti di gioco con titoli come Perfect Dark Zero e Project Gotham Racing 3 per un eccessivo riscaldamento del processore.
Sembra ora che Microsoft si stia preparando a ritirare dal mercato e dai consumatori tutte le Xbox360 difettose per sostuirle (gratuitamente?) con console funzionanti.


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G2G Share: Gmail diventa p2p!

Mercoledì 7 Dicembre 2005

Contrastato in tutti i modi dalla RIAA il p2p non ne vuole sapere di morire, e piuttosto cambia forma e modo di condividere files in maniera da aggirare l’ostacolo legale che impedisce il file-sharing.
L’ultima trovata è di Robbie Groenewoudt, un ragazzo olandese che ha avuto l’idea di sfruttare l’enorme spazio (più di 2,5 GB) messo a disposizione dalle caselle di posta Gmail: così è nato G2G Share.
Il funzionamento di G2G Share è molto semplice: basta registrarsi al sito, specificare un indirizzo Gmail, ed il gioco è fatto. A quel punto basterà caricare sotto forma di allegati di mail i file che vorremo condividere e il sistema li renderà subito disponibili a tutti gli iscritti al servizio, così come noi potremo cercare tra gli allegati di tutti gli altri utenti.
Idea questa davvero furba: la posta elettronica, essendo corrispondenza privata, è inviolabile e quindi non può essere soggetta a controlli da parte di terzi.
Intanto Google guarda dalla finestra e non batte ciglio. Groenewoudt dal canto suo si dice fiducioso di non ricevere azioni legali o ammonimenti da BigG: secondo lui il suo sistema p2p è conforme alla Policy di Gmail.
Intanto il successo del servizio, anche se online da poco tempo, non è tardato ad arrivare: il sito di G2G Share conta già più di 5000 utenti che condividono oltre 100 GB di files.


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Bruna Bianco: l’ennesimo fake tag comparso su Technorati

Martedì 6 Dicembre 2005

Ormai il mondo della blogosfera ci sta abituando a questo genere di cose: ecco l’ennesimo caso di nome perfettamente sconosciuto che in poche ore balza al primo posto tra le parole più cercate su Technorati.
Dopo il caso di Daphne Teo adesso è il momento di gloria di Bruna Bianco. Ancora non si hanno maggiori notizie su questa tizia, se non altro che ha inquinato per l’ennesima volta i tag di migliaia di blog che, come questo, si chiedono chi sia e perché sia saltata fuori.
Ormai si deve far fronte anche a questo genere di problematiche: con l’avvento del web 2.0 e della comunicazione globale attraverso i blog anche lo spam si evolve e prende le forme di falsi commenti, di articoli Wiki danneggiati da vandali, e di gente che si diverte a diffondere tag inutili…
Alcuni di voi a questo punto si potrebbero chiedere: "Ma allora perché alimenti questi tag inutili con questo articolo?". Avete ragione ed infatti è l’ultima volta che pubblico un articolo di questo tipo, e invito tutti a fare come me: al prossimo caso di fake tag (perché così devono essere chiamati) non sporcate i vostri blog con articoli a riguardo.
Il silenzio è l’unico modo che abbiamo per combattere questo fastidioso fenomeno.


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Quando lo stato diventa oppressore

Martedì 6 Dicembre 2005

Venaus, Val Di Susa: sono le 3.20 di questa notte quando alcuni furgoni scaricano circa un migliaio di poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa. A Venaus c’è il presidio del comitato no-tav e la maggior parte delle persone sta dormendo nelle tende quando si sentono i primi rumori. Inizia subito una carica delle forze dell’ordine a suon di provviedenziali manganellate - senza tener conto se chi si aveva davanti fosse un vecchio o una donna o un giornalista - e le tende vengono smantellate, così come le cucine e barricate.
E’ così che lo stato risponde alla protesta di una popolazione che vuole avere risposte più precise sul progetto tav, vuole avere voce in merito, ma che dal governo non ha mai ricevuto segnali di dialogo bensì solo imposizioni.
"Un attacco selvaggio, siamo tornati ai tempi del G8 di Genova" dicono da Venaus, e come dar loro torto: un’operazione quella di stanotte che ha portato all’ospedale più di venti feriti e che dimostra che il governo preferisca per l’ennesima volta la via della forza a quella del dialogo.
L’alta velocità è un progetto che costerà più di 15 miliardi di euro all’Italia, e che trasfomerà in maniera irreversibile un territorio, quella della Val Di Susa, che non sarà più lo stesso. Questo perché? Per trasferire dalla strada ai binari la maggior parte del trasporto merci.
Ma chi ci garantisce che l’alta velocità non divenga l’ennesimo emblema degli sprechi dello stato italiano in opere inutilizzate?
Gli svizzeri hanno già iniziato il raddoppio ferroviario del Passo del Gottardo e il tunnel del Loethchberg: punti strategici che veicoleranno gran parte del trasporto merci lombardo dato che queste opere saranno ultimate quando l’alta velocità sarà ancora in alto mare.
Inoltre prima di iniziare un’opera di enorme impatto ambientale è meglio considerarne gli effetti sul territorio: per questo tema consiglio di visitare il sito di Legambiente per la Val Di Susa.


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Xbox 360 anche in Italia

Martedì 6 Dicembre 2005

 

Dopo il lancio in pompa magna in America a fine novembre è arrivata anche in Italia la Xbox 360, la consolle di nuova generazione che dovrebbe aprire la strada verso un nuovo genere di esperienza videoludica.
Forme smussate, colore chiaro al contrario della precedente, hard disk interno da 20 gb, disponibile in due versioni… Queste sono solo alcune delle caratteristiche di questa nuova consolle.
Per uno sguardo più approfondito consiglio la scheda tecnica di Punto Informatico che la analizza in maniera molto approfondita, ed un’articolo su Tom’s Hardware Italia che frena gli entusiasmi su questa nuova consolle e invita ad attendere per l’acquisto almeno la prossima primavera, cioè quando entrerà nel mercato anche la Playstation 3.
Come sempre, al videogiocatore spetta l’ultima parola.


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