Quaero: l’anti-google viene dall’Europa
Ez3kiel | 18 01 2006Ormai sono passati diversi anni da quando Internet era poco più di un di qualche pagina di testo statico: quelli erano gli albori del web che adesso vediamo nei nostri monitor, il web 2.0.
Oggi con la nuova generazione di Internet pagine con linguaggi dinamici e contenuti multimediali hanno importanza fondamentale, soprattutto per siti commerciali, ed è proprio da questa consapevolezza che l’Europa vuole rilanciare la propria posizione nel web con un nuovo interessante progetto.
Si chiama Quaero, ed è il primo motore di ricerca multimediale concepito nel vecchio continente: il presidente francese Jacques Chirac, che più di tutti ha voluto la nascita di questo progetto, l’ha già definito “l’Airbus del digitale“.
Il progetto, principalmente sviluppato dall’asse franco-tedesco, conta già da adesso tra i suoi partner nomi importanti: Thomson, France Télécom, Deutsche Telekom, Exalead e istituti di ricerca tra cui l’INRA, Inria, il CNRS, l’Università di Kalrsruhe. Un’ultimora vede l’adesione anche di Bertelsmann, proprietaria di Lycos Europe.
Il nuovo motore di ricerca prende il nome da un verbo latino, Qaero (Io cerco), e si propone come il primo strumento di ricerca made in UE con funzionalità multimediali avanzate: per riuscirci l’anti-Google europeo adotterà una nuova sofisticata tecnica di trascrizione, indicizzazione e traduzione dei contenuti multimediali audio-video. Inoltre Quaero sarà dotato di un nuovo sistema di riconoscimento e indicizzazione di tutte le immagini. La presentazione è attesa a giorni, mentre per la pubblicazione nel web si dice che dovremo attendere marzo.
Quaero è solo una delle iniziative a cui l’Europa, con Francia e Germania in prima fila, sta dando vita rilanciando la sfida agli USA nel sempre più importante campo del digitale.
Infatti tra i progetti già annunciati c’è anche la nascita di una nuova biblioteca digitale europea, in evidente contrapposizione con Google Print.
Inoltre si fa avanti anche una suggestiva ipotesi nel campo della ricerca: la creazione di un istituto di ricerca tecnologica tutto europeo, una sorta di MIT (Massachusetts Institute of Technology) del vecchio continente, anche se fino ad ora si tratta solo di un’idea che verrà proposta in commissione europea a primavera. Un progetto davvero molto importante se realizzato, che potrebbe aiutare a bloccare la fuga dei ricercatori dall’Europa a favore degli Stati Uniti, e che darebbe vita ad un polo della ricerca tecnologica nel cuore dell’Unione Europea.
Sembra proprio che l’Europa si sia finalmente accorta delle enormi potenzialità che la rete mette a disposizione in molteplici ambiti, anche se gli USA molto avvantaggiati e c’è un nuovo concorente già da adesso: in Giappone è già in preparazione un nuovo motore di ricerca con le importanti collaborazioni di Fujitsu, Nec, e di NHK (il servizio pubblico televisivo nipponico).






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