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V For Vendetta

Ez3kiel | 24 03 2006

Da venerdì scorso è nelle sale V For Vendetta, l’ennesima produzione ispiratasi ad un fumetto. Ma questa volta non è la solita trasposizione cinematografica: in V For Vendetta c’è lo zampino dei Wachowski bros, che hanno prodotto la pellicola e che hanno piazzato in regia il loro assistente nei due sequel di Matrix James McTeigue, che qui esordisce alla direzione di un film. Inoltre la graphic novel da cui prende spunto la storia è di Alan Moore, genio del fumetto inglese i cui lavori seppur ottimi, finora non hanno avuto un buon rapporto col cinema. Già due sue opere sono apparse sul grande schermo (From Hell e La Leggenda Degli Uomini Straordinari), ma senza molto successo: anche questo ha portato Moore a prendere le distanze dal film, e a chiedere esplicitamente di non essere citato nemmeno nei titoli di coda dove appare solo il nome di David Lloyd, co-autore e disegnatore di V For Vendetta.

La pellicola, prendendo spunto dal fumetto originale, ci proietta in una ipotetica realtà alternativa, dove la Germania ha vinto la seconda guerra mondiale e il Regno Unito è dominato da un partito neo-fascista che attraverso il controllo mediatico fa credere ciò che vuole al popolo anglosassone. In questo contesto viene introdotta la figura di V, giustiziere mascherato che salva la giovane Evey da un gruppo di uomini della polizia di regime e che la porta con sè, facendola assistere all’esplosione del vecchio parlamento inglese. Da qui inizia la storia, che porterà Evey a sconfiggere le proprie paure grazie a delle dure prove a cui verrà sottoposta da V, e alla missione annunciata dall’eroe in tv di far saltare in aria il 5 novembre venturo il parlamento, in memoria della congiura delle polveri del 1605 che vide la condanna al rogo di Guy Fawkes, a cui si rifà la maschera di V, per aver tentato di far esplodere il parlamento. Inoltre durante il film si scopriranno anche le origini di V, sfigurato da un incendio scoppiato in un laboratorio dove insieme ad altri veniva sottoposto ad esperimenti per la messa a punto di un mortale virus usato dal regime per prendere il potere. Viene così spiegata la certosina vendetta del nostro eroe, che finirà con l’uccidere tutti quelli che erano a capo di quel terribile centro di sperimentazione, durante l’anno che porterà alla celebrazione del 5 novembre e al risveglio del popolo dal torpore in cui era stato tenuto per anni dal regime…

Il film è interessante sia per i temi politici non troppo irrealistici che tocca, sia per il tema della vendetta (sempre più in voga nel cinema attuale). Inoltre la figura romantica di V si differenzia dal solito eroe dei fumetti, dato che al contrario di questi ultimi il personaggio interpretato da Hugo Weaving non agisce solo per il bene del popolo, ma è mosso anche da una profonda ricerca di vendetta personale.

Sono da segnalare le buone interpretazioni di Natalie Portman e quella di Hugo Weaving, che ha saputo trasmettere l’incisività del personaggio nonostante la maschera. Inoltre buona anche l’apparizione di John Hurt, che in contrappasso con il suo ruolo in 1984 qui interpreta il perfido cancelliere, richiamando così il film di Radford.

Tirando le somme, possiamo dire che V For Vendetta è un film interessante, anche se l’impressione è quella di aver sperperato troppo il potenziale del fumetto: qualche riserva rimane e la voglia di leggere l’opera originale di Moore & Lloyd è forte…

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