Grosse koalition? No, grazie
Ez3kiel | 11 04 2006Dopo ore e ore di silenzi, telefonate, e riunioni con i propri uomini di fiducia, questa sera Berlusconi ha finalmente parlato. E chi si aspettava un Berlusconi dai toni accesi come gli ultimi giorni di campagna elettorale, è rimasto sorpreso: il leader della Cdl ha parlato in maniera pacata, non ammettendo la sconfitta e avanzando la questione delle irregolarità del voto. Infine la stoccata: l’invito al centrosinistra a formare una grosse koalition bipartisan per governare il paese, come in Germania.
In una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme agli alleati, Berlusconi è l’ultimo a parlare: sul voto degli italiani all’estero dice che “esistono moltissime irregolarità e non possiamo affermare che sia valido“, così come i dati italiani che “presentano molti, troppi lati oscuri“.
Poi l’attacco nei confronti dell’Unione: “non si dovevano vedere Prodi e Fassino che stanotte festeggiavano” perché “oggi nessuno può dire di avere vinto, e al Senato l’Unione ha una risicata maggioranza relativa“.
Infine l’apertura al centrosinistra: “Credo che forse dovremmo prendere esempio da qualche altro paese europeo, magari come la Germania, per vedere se non sia il caso di unire le forze e di governare in concordia. Dovremmo pensare a una ricerca di unità.”
Secca e fulminea la replica dell’Unione: “Falsificare la realtà è un’arte applicata a pieno dal governo uscente di Silvio Berlusconi. La conferenza stampa di questo pomeriggio organizzata dai partiti della Cdl mortifica ancora una volta il governo e le istituzioni riducendolo a mero uso di propaganda politica. E’ grave insinuare che l’esito elettorale sia stato falsato, alterato o manipolato e ciò dimostra la volontà di sovvertire l’ordine reale dei fatti: la vittoria indiscutibile del centrosinistra. Berlusconi accetti la legge elettorale imposta dal centrodestra: oggi, con un solo voto in più si vince.”
Ma come può proprio Berlusconi dire che pensa solo alla ricerca di unità? Proprio lui che non vuole dare le stesse opportunità al figlio dell’operaio e a quello dell’imprenditore, lui che non vuole diminuire l’enorme differenza che si sta creando tra il ceto medio e quello basso? Come può invocare all’unità per l’Italia, quando il nostro paese è sempre passato in secondo piano quando c’erano in ballo i suoi interessi?
Adesso, dopo che per cinque anni ha potuto fare tutti i porci comodi suoi ad personam, propone una grande coalizione in modo da rimanere sempre invischiato nell’esecutivo per poter comandare nonostante la sconfitta, che seppur minima, c’è stata.
No grazie, la grosse koalition se la può tenere. Un governo tecnico sarebbe il colpo di grazia per un paese che vive un difficilissimo periodo economico come il nostro.






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