Un presidente di garanzia per il Senato
Ez3kiel | 25 04 2006
Giulio Andreotti viene definito sempre di più come una figura di garanzia per la seconda carica più importante dello Stato: quella di Presidente del Senato.
Testo della Corte d’appello di Palermo, ultime pagine della sentenza su Andreotti Giulio, senatore a vita:
“In definitiva, la Corte ritiene che sia ravvisabile il reato di partecipazione alla associazione per delinquere nella condotta di un eminentissimo personaggio politico nazionale, di spiccatissima influenza nella politica generale del Paese ed estraneo all’ambiente siciliano, il quale, nell’arco di un congruo lasso di tempo, anche al di fuori di una esplicitata negoziazione di appoggi elettorali in cambio di propri interventi in favore di una organizzazione mafiosa di rilevantissimo radicamento territoriale nell’Isola:
a) chieda ed ottenga, per conto di suoi sodali, ad esponenti di spicco della associazione interventi para-legali, ancorché per finalità non riprovevoli;
b) incontri ripetutamente esponenti di vertice della stessa associazione;
c) intrattenga con gli stessi relazioni amichevoli, rafforzandone la influenza anche rispetto ad altre componenti dello stesso sodalizio tagliate fuori da tali rapporti;
d) palesi autentico interessamento in relazione a vicende particolarmente delicate per la vita del sodalizio mafioso;
e) indichi ai mafiosi, in relazione a tali vicende, le strade da seguire e discuta con i medesimi anche di fatti criminali gravissimi da loro perpetrati in connessione con le medesime vicende, senza destare in essi la preoccupazione di venire denunciati;
f) ometta di denunciare elementi utili a far luce su fatti di particolarissima gravità, di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza di diretti contatti con i mafiosi;
g) dia, in buona sostanza, a detti esponenti mafiosi segni autentici – e non meramente fittizi – di amichevole disponibilità, idonei, anche al di fuori della messa in atto di specifici ed effettivi interventi agevolativi, a contribuire al rafforzamento della organizzazione criminale, inducendo negli affiliati, anche per la sua autorevolezza politica, il sentimento di essere protetti al più alto livello del potere legale.
Alla stregua dell’esposto convincimento, si deve concludere che ricorrono le condizioni per ribaltare, sia pure nei limiti del periodo in considerazione, il giudizio negativo espresso dal Tribunale in ordine alla sussistenza del reato e che, conseguentemente, siano nel merito fondate le censure dei PM appellanti.
Non resta, allora, che confermare, anche sotto il profilo considerato, il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, la statuizione di non luogo a procedere per essere il reato concretamente ravvisabile a carico del sen. Andreotti estinto per prescrizione.PER QUESTI MOTIVI
La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c.p.; 531 e 605 c.p.p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere a lui ascritto al capo A) della rubrica, commesso fino alla primavera deI 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione; conferma, nel resto, la appellata sentenza.
Visto l’art. 544, comma 3, c.p.p.; indica in giorni novanta il termine entro il quale verranno depositate le motivazioni della sentenza.”Palermo, lì 2 maggio 2003.
IL CONSIGLIERE est. IL PRESIDENTE
(Dr. Mario Fontana) (Dr. Salvatore Scaduti)
Il meglio per la Presidenza del Senato, no?
Manco a farlo apposta la sua candidatura è appoggiata dal centrodestra.






che tristezza un Andreotti al Senato.Sarebbe davvero un brutto pasticcio!
davide | 26 04 2006che tristezza un Andreotti al Senato.Sarebbe davvero un brutto pasticcio!
Il centrodestra ha un modo di intendere la legalità un
Ez3kiel | 27 04 2006Il centrodestra ha un modo di intendere la legalità un po’ deviato: hanno un leader coinvolto in decine di processi, e ora vogliono piazzare al senato un personaggio accusato di associazione mafiosa e a delinquere.
Menomale che è passato marini, sarebbe stata una disgrazia Giulio
Stefania | 29 04 2006Menomale che è passato marini, sarebbe stata una disgrazia Giulio presidente, baciamo le mani!
Hai ragione Stefania, meno male che è stata scongiurata questa
Ez3kiel | 29 04 2006Hai ragione Stefania, meno male che è stata scongiurata questa minaccia per la guida del Senato, che tra l’altro è la seconda carica della Repubblica dopo quella del Quirinale. Metterci un ex mafioso non era di certo un bell’esempio.