Batman Begins: dopo
Lunedì 9 Gennaio 2006
Visionato oggi l’ultimo film dedicato all’uomo pipistrello creato da Bob Kane nel 1939.
Possiamo dire che con questa pellicola si è aperto il terzo filone cinematografico di Batman, anche perché sembra che ci sia un seguito di Batman Begins, sempre diretto da Nolan e con Bale nei panni del supereroe.
Dopo le prime due avventure dirette da Tim Burton (e musicate dal fantastico Danny Elfman) che avevano disegnato l’eroe il più fedelmente possibile al fumetto, e Joel Schumacher che aveva diretto due film pressoché mediocri, è il turno di Cristopher Nolan.
Il film fin dall’inizio non disdegna la sua natura di blockbuster movie, ma non per questo vuole essere la solita banale pellicola corredata da effetti speciali in gran quantità (che infatti sono presenti in maniera misurata).
Iniziamo vedendo Bruce Wayne consumato dalla rabbia per la morte prematura dei suoi genitori, che si intrufola nelle carceri tibetane per scontrarsi con i peggiori detenuti, fino a quando un giorno si ritrova davanti un misterioso adepto di una setta che lo educa al controllo delle sue paure, prima di far ritorno a Gotham…
Nel film è principalmente sviluppato il tema della paura, spiegando proprio come questa è stata a dare vita all’eroe mascherato: Bruce Wayne grazie agli insegnamenti del suo maestro capisce che per battere il proprio avversario si devono utilizzare le proprie paure, scagliandogliele contro. Ma alla figura del maestro si contrappone quella dell’amica d’infanzia Rachel, che riesce a far capire a Bruce come non si può fare giustizia con la vendetta. E’ così che nasce l’eroe di Gotham City, che da subito deve vedersela con una città corrotta e piena di criminali.
Dal punto di vista tecnico la regia di Nolan è abbastanza buona, accompagnata da riprese davvero suggestive (vedi la prima apparizione di Batman su una guglia di un palazzo della città), ma con alcune pecche nelle scene più movimentate (come nella lotta finale nella casa che brucia o l’inseguimento con la batmobile prima versione). La sceneggiatura scritta a quattro mani da Bale e Goyer è interessante, anche se si dilunga un troppo nella parte iniziale ed è invece troppo concitata in quella finale: interessante invece come viene presentato il personaggio la prima volta, in stile Alien dentro la navicella, aiutato anche da una fotografia che rende alle immagini tonalità scure e cupe per tutta la durata del film. Forse il rapporto tra Bruce e Rachel doveva essere maggiormente approfondito e non abbandonato all’ultima scena (peraltro con lei che fa un inutile monologo).
Riassumendo possiamo dire che si tratta di un film tutto sommato godibile, che propone qualche riflessione sulla giustizia, di certo al di sopra dei due precedenti diretti da Schumacher (Batman Forever, Batman & Robin), anche se non paragonabile ai primi due capolavori diretti da Burton. Con tutto il rispetto per lo Spaventapasseri di Batman Begins, ma lì c’era un Joker interpretato da un magistrale Jack Nicholson.






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