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L’impero di Google

Mercoledì 1 Febbraio 2006


Ormai Google non è “semplicemente” il motore di ricerca più usato del web ma è diventato un colosso dell’information technology, come testimoniano le sue mosse di mercato che creano grandi imbarazzi e paure anche a società come Apple e Microsoft.

Notizie dell’ultim’ora parlano di un interessamento di Google all’acquisto dello store musicale di Napster, pioniere dei servizi p2p, poi “redento” dalla RIAA.

Inutile dire che se ciò fosse vero sicuramente la Apple avrebbe di che preoccuparsi, anche se in molti sostengono che Napster non potrà mai avere il sucesso di iTunes: da Napster si può scaricare musica solo dopo la registrazione con un abbonamento, mentre con iTunes si paga solo il costo dei singoli brani scaricati. Ma gli analisti dicono che il futuro degli store musicali online è con abbonamento, e a quanto pare Google l’ha capito subito.

Con l’acquisizione di Napster il colosso di Mountain View aggiungerebbe ai suoi servizi anche un negozio musicale online, da affiancare a quello già esistente di Google Video Store per la visione di appuntamenti sportivi, serie tv, ecc.

Inoltre BigG secondo voci (di cui già si è scritto anche qui), potrebbe entrare tra qualche anno nello storico campo della Microsoft: Google si starebbe preparando alla conquista del mercato desktop.

E’ di alcuni giorni fa l’ammissione di alcuni ingegneri di Google dell’uso all’interno dell’azienda della piattaforma Linux Ubuntu, che secondo alcuni sarebbe la base di un ipotetico sistema operativo open source targato Google.

Verità o no, si tratta comunque di una prospettiva davvero interessante: chi potrebbe spodestare Windows dal trono degli OS per PC, se non un’accoppiata costituita da Google e Linux? Staremo a vedere


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Opera Mini, un browser per tutti i cellulari

Domenica 29 Gennaio 2006

Opera Software da alla luce un nuovo interessante progetto per piattaforma mobile: dopo Opera Mobile, un browser dedicato esclusivamente ai smartphone che girano su piattaforma Symbian, ora è il turno di Opera Mini.

Questo nuovo browser a differenza del precedente ha la peculiarità di essere compatibile con tutti i telefonini che supportano la tecnologia Java (MIDP), e presenta un sacco di interessanti feature che lo rendono anche migliore del suo fratello maggiore Opera Mobile.

Prima di tutto anche Opera Mini presenta la funzione SSR (Small Screen Rendering), ma non solo: il piccolo browser Java permette anche di scegliere la qualità delle immagini visualizzate (alta o bassa) per velocizzare il caricamento delle pagine, di utilizzare la funzione Smooth Scrolling per scorrere all’interno delle pagine in maniera più fluida, o di ridimensionare la grandezza dei caratteri, per far entrare più testo in una sola schermata.

Inoltre dietro la velocità del nuovo Opera Mini si nasconde un interessante funzionalità: il piccolo browser infatti non processa direttamente le pagine web che visualizza, ma lascia il lavoro ad un server remoto. Dopo che la pagina è stata adattata allo schermo del cellulare e le immagini sono state rimpicciolite, il server spedisce la pagina con tutto il suo contenuto al nostro browser, che non deve far altro che visualizzarcela. Un trucco che spiega la leggerezza di Opera Mini nonostante le sue avanzate funzionalità.

A differenza del precedente Opera Mobile, il nuovo Opera Mini è gratuito: può essere scaricato direttamente sul telefonino, oppure può essere installato via PC.

Per tutte le informazioni necessarie c’è il sito ufficiale.


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Disney si prende la Pixar

Mercoledì 25 Gennaio 2006

La Disney sembra proprio intenzionata a “mangiarsi” la Pixar, il team di animazione digitale di Steve Jobs.

La casa di Topolino dopo i cambiamenti di vertice che ha subito nell’autunno scorso, con l’uscita dalla società di Michael Eisner a favore di Robert Iger, ultimamente si è riavvicinata sempre di più alla Pixar. E notizie degli ultimi giorni danno per certa l’acquisizione a breve della società di Steve Jobs da parte della Disney.

Il lungo rapporto tra le due società inizia nel 1991, e da allora la Pixar ha avuto importanza sempre maggiore all’interno della Disney, che è culminata dopo il successo di Toy Story nel 1997 con un accordo tra i due team di animazione: Pixar avrebbe prodotto cinque film di animazione e la Disney si sarebbe impegnata nella loro distribuzione. Da questo accordo sono nati A Bugs Life, Monster & co., Alla Ricerca di Nemo, Gli Incredibili, e Cars (che veremo nelle sale la prossima estate). “Cars” sarebbe stato proprio l’ultimo film targato dall’accoppiata, dato che con lo scadere dell’accordo le due società si stavano preparando a intraprendere strade diverse.

I primi segnali di riavvicinamento Pixar-Disney si sono avuti nel dicembre scorso: Robert Iger, fresco CEO della Disney, si era accordato con il team di Steve Jobs per la coproduzione e la distribuzione dei sequel di Nemo, Monsters, e per Toy Story 3. Mossa che è venuta subito dopo l’uscita del primo lungometraggio digitale interamente prodotto dalla Disney: Chicken Little, un film di discreto successo, ma che ha fatto sentire la mancanza degli animatori Pixar.

Indiscrezioni dicono che i primi contatti tra Iger e Jobs ci sono stati fin dal suo insediamento nella Disney: i due si accordarono per la distribuzione su iTunes Music Store di alcune serie televisive di proprietà della ABC, e da allora sono iniziati i contatti per l’acquisizione della società di Steve Jobs da parte della Disney.

Ma come potrebbe trasformarsi l’assetto della Disney? Steve Jobs potrebbe essere il nuovo CEO della Disney, dato che con i 6,7 miliardi di dollari che la casa di Topolino verserà nelle casse della Pixar faranno diventare il capo della Apple anche il maggiore azionista della nuova Disney.


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UE, Microsoft rilascerà licenza del codice di Windows

Mercoledì 25 Gennaio 2006


L’Unione Europea ha vinto la propria battaglia contro il colosso americano dell’informatica.

Brad Smith, rappresentante di Microsoft a Bruxelles, ha fatto sapere che la società di Bill Gates rilascerà la licenza del codice sorgente di Windows “a tutti i concorrenti diretti“.

Smith aggiunge: “Microsoft sta facendo questa azione volontariamente per rispondere categoricamente a tutte le questioni sollevate dalla Commissione europea lo scorso dicembre emettendo una dichiarazione di obiezioni. Oggi noi stiamo mettendo sul tavolo la proprietà intellettuale più importante che abbiamo in modo da poter andare avanti con una seria discussione sulla sostanza di questo caso.”

Con questa azione Microsoft dovrebbe vedersi ritirata la maxi-multa di 500 milioni di euro inflittagli nel marzo 2004 dall’ex commissario UE Mario Monti, che ammonì la società di Gates per abuso di posizione dominante nel mercato europeo.


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Luttazzi chiude i battenti al suo blog

Mercoledì 25 Gennaio 2006

Come molti di voi avranno saputo, Daniele Luttazzi ha chiuso la settimana scorsa il blog.

Quello che invece non sapevamo era perché, dato che la frase sibillina con cui chiudeva il suo ultimo post non faveva capire molto.

Su “la Repubblica” di ieri il comico è stato intervistato, e ha esposto i motivi della chiusura. Non per carenza di contatti, anzi quelli erano davvero tanti (oltre 100.000 visite a settimana), ma proprio per questo motivo Luttazzi ha voluto chiudere il capitolo blog. Secondo lui con l’aumentare delle visite un blog acquista sempre più autorevolezza e potere, e questo a quanto pare al comico romagnolo non è piaciuto.

Qui sotto trovate tutta l’intervista.

E allora perché?

“La forma blog tende a creare un fenomeno massa più leader - dice con il consueto ritmo travolgente di parole -, tende a dare potere a chi gestisce la vicenda e a condizionare i contenuti e il modo in cui questi vengono ricevuti. E siccome la satira è contro il potere, si uccide la satira dandole potere. Nel momento in cui il blog fa questo, indipendentemente dalla tua volontà, a quel punto è opportuno chiudere il blog. Io dico sempre: la vita preme, quindi è opportuno chiudere e uscire. Se la tv è un narcotico, il blog può essere un ipnotico potentissimo, siamo rinchiusi nelle nostre casette e non facciamo nulla. Conviene spegnere e uscire e incidere nel reale. E’ molto meglio”.

In queste affermazioni c’è anche una punta di polemica nei confronti di Beppe Grillo e del suo blog?

“E’ una cosa che mi chiedono sempre i giornalisti perché cercano gli scontri tra persone ed è una cosa che io non sopporto - sottolinea Luttazzi -. Io me ne sono accorto per me e su di me che il potere del blog diventava una lusinga. E questo non va bene. D’altra parte Beppe intervistato da un sito web sulla mia vicenda ha detto ‘magari il suo blog non funziona’. In realtà funziona benissimo. Ma questa è la logica del numero che io ho notato, contro la quale mi batto. Il blog andava benissimo, ci vuole una certa forza per chiudere una cosa del genere. Inoltre il mio podcast è in testa alla classifica dei podcast in Italia, è il più scaricato e quello c’è ancora. Così come ho conservato la chat, attorno alla quale si è creata una piccola comunità. E’ proprio la forma del blog con i suoi commenti che creava una situazione un po’ strana”.




Ma sviluppando questo discorso viene da pensare che se dovesse tornare in tv e il suo programma avesse successo, lei dovrebbe interromperlo.

“No, non è una logica che non si può trasferire. E’ il tipo di mezzo a condizionare la cosa. La tv non tende a creare masse più leader, è la radio che riesce a farlo, così come il blog. Se ci fosse stata la televisione alla sua epoca, Hitler non avrebbe avuto speranza. Nel mio caso, poi, farei satira in televisione e si sono visti gli effetti che può avere un programma satirico libero come Satyricon”.

Ma allora tutta la polemica su Berlusconi e il controllo della tv?

“Io sono stato il primo nel 2001 a dire, proprio su Repubblica, che non bisognava fermarlo, ma lasciarlo saturare di sé tutto il mezzo ed è quello che lui sta facendo adesso per disperazione - ride -. La gente lo vomiterà alla fine”.

Poiché non la leggeremo sul suo blog, ci dà una sua lettura sui fatti di bancopoli?

“Ne parlo col mio monologo che debutta a Bologna il 27 gennaio, in un pezzo tutto dedicato alla questione, Unipol compresa. Io sono stato, credo, il primo comico in Italia a parlare della vicenda alla Festa dell’Unità a Milano il primo settembre. Erano appena uscite alcune delle prime intercettazioni. Dissi che il caso Unipol, la figura di Consorte è emersa dopo, era una vicenda non morale ma gastrica: Unipol voleva papparsi Bnl che è quattro volte più grande. Cioè il topolino voleva mangiarsi l’elefante: ‘Ma ci rendiamo conto - dissi - quanto verrà a costarci solo di Alka seltzer? Per non parlare del rutto’. Ecco adesso il rutto è arrivato”.

Mi consenta anche un altro salto.

“Ha detto mi consenta. C’è un virus?”

E’ nell’aria e ogni tanto coglie qualcuno. Torniamo alla domanda. Prima della vicenda Unipol molti davano vincente alle prossime elezioni il centrosinistra, con conseguente ritorno in tv di Biagi-Luttazzi-Santoro. Ora il suo rientro a che punto è?

“Il mio ritorno in tv non è legato alle vicende del centro sinistra, l’unico aggancio con la Rai all’epoca fu Carlo Freccero (ex direttore di Rai due, n. d. r.) a cui sottoposi le prime dieci puntate di Satyricon e mi disse ‘Facciamolo’. Io non ho padrini politici. Mi limito a constatare che alla precisa domanda di Mentana a Petruccioli ‘Quando tornerà Luttazzi in televisione?’, il presidente della Rai ha risposto: ‘Per ora il problema non si pone’. Ecco a me piace pensare che il ritorno del centrosinistra al governo possa portare maggiore libertà in televisione. Col governo Prodi o D’Alema facevo tranquillamente battute molto feroci su di loro come le feci nel 2001 su Rutelli, ed erano molto più dure di quelle su Berlusconi e potevo tranquillamente andare in onda. Nessuno si è mai sognato di dire: questo non mi piace cacciatelo. Quello di Berlusconi in questo momento è puro maccartismo e io voglio uscire dal maccartismo se possibile”.

E una battuta anti-maccartismo, per concludere, quale potrebbe essere?

“Come dicevano i Rolling Stones, il tempo è dalla mia parte! Bisogna avere pazienza. ”


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Riposizionamento su Google? Sì con i Fattori Arcani!

Lunedì 23 Gennaio 2006

L’espressione fattori arcani è stata oggetto, a partire dall’11 gennaio 2006, di una gara di posizionamento su Google lanciata dal sito di Giorgiotave. La gara consiste nel creare una o più pagine Web ottimizzate per posizionarsi al primo posto su Google.it rispetto alla chiave di ricerca “fattori arcani”. Il concorso non è limitato da nessuna regola; lo scopo è proprio quello di studiare la risposta di Google alle varie tecniche di ottimizzazione, più o meno conosciute e più o meno “oneste”. Il concorso si concluderà a mezzogiorno dell’1 giugno 2006. Il sito che risulterà al primo posto nella ricerca di “fattori arcani” su Google vincerà simbolicamente la gara.

Il concorso non è il primo del suo genere; con l’evolversi degli algoritmi dei motori di ricerca, tuttavia, i risultati ottenuti in passato perdono gradualmente la loro validità, per cui questo genere di studi deve essere ripetuto periodicamente.

La scelta delle parole chiave “fattori arcani” è dettata dal fatto che al momento del lancio del concorso i domini correlati erano quasi tutti liberi, e Google restituiva pochi risultati in tal senso. Ciò ha permesso a tutti i partecipanti di partire su una base di sostanziale equilibrio.

La scelta di queste parole si riferisce anche al fatto che i meccanismi di indicizzazione dei motori di ricerca non sono di pubblico dominio, e vengono quindi considerati dagli esperti del settore SEO (Search Engine Optimization, “ottimizzazione per i motori di ricerca”) come “fattori arcani”.

E interessante inoltre notare “l’effetto domino” creato dall’esistenza stessa del concorso-test. Mentre pochi giorni fa la SERP di “fattori arcani” restituiva circa 150 risultati, adesso il risultato si aggira intorno ai 25000, in crescita.

Altro aspetto interessante è il comportamento dei differenti motori di ricerca: anche se il concorso è creato per Google, inevitabilmente tutti i motori si accorgono con più o meno ritardo del proliferare delle pagine correlate ai “fattori arcani”. L’importante dal punto di vista analitico è che i vari siti vengono posizionati in ordine diverso a seconda del motore, rispecchiando così l’effetto dei differenti algoritmi in esso implementati.

fonte: Wikipedia


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2006: sempre più virus sui smartphone

Lunedì 23 Gennaio 2006

Il 2006 inizia all’insegna dei virus, ma non per PC: infatti aumentano sempre di più worm e malware ideati per infettare i cellulari di nuova generazione, i cosiddetti smartphone.

Concepiti come il punto di incontro tra il telefonino tradizionale e il palmare, gli smartphone soprattutto della fascia media sono prerogativa della Nokia, che domina il mercato con i suoi numerosissimi e diffusissimi modelli della piattaforma s60 con sistema operativo Symbian. E sembra proprio che i cellulari più vulnerabili da queste nuove infezioni siano proprio questi.

Symantec solo nelle prime tre settimane del 2006 ha rilevato ben nove nuovi worm capaci di infettare il sistema operativo Symbian, che si aggiungono al centinaio di trojan già identificati. Tra questi troviamo un gran numero di virus che sono varianti di cavalli di troia per Windows: Cdropper, Pbstealer, Sendtool e Booton sono solo alcuni, a cui si aggiungono i vecchi Cabir (il primo virus per Symbian) e Locknut.

Nokia per evitare che questa situazione non peggiori in futuro, si è accordata con Symantec per la creazione di un apposito tool di sicurezza da installare sui smartphone della linea s60: a breve quindi avremo anche un antivirus per Symbian.

Intanto la società finlandese consiglia alcuni “trucchi” per evitare la presenza di spiacevoli sorprese sul proprio cellulare: quando finisce il trasferimento di uno o più file via bluetooth disattivare subito il dispositivo, per evitare che qualche telefonino “infetto” vi mandi un worm. Infatti è proprio questo il metodo di propagazione principale di questi file indesiderati.


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Wikipedia.de provvisoriamente chiusa

Giovedì 19 Gennaio 2006

Sembra che Wikipedia.de abbia avuto problemi con la legge: il dominio dell’enciclopedia libera tedesca non reindirizza più alla pagina principale del progetto.

All’origine di tutto questo c’è il fatto che nella Wikipedia è stato pubblicato un articolo sul famoso hacker tedesco Tron, dove per la prima volta è stato scritto il suo vero nome.

Wikipedia annuncia dalla pagina principale che farà tutto il possibile per difendersi dalle accuse mossegli, e che appena potrà ristabilirà il dominio del sito. L’enciclopedia rimane comunque disponibile usando l’indirizzo de.wikipedia.org.


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Quaero: l’anti-google viene dall’Europa

Mercoledì 18 Gennaio 2006

Ormai sono passati diversi anni da quando Internet era poco più di un di qualche pagina di testo statico: quelli erano gli albori del web che adesso vediamo nei nostri monitor, il web 2.0.

Oggi con la nuova generazione di Internet pagine con linguaggi dinamici e contenuti multimediali hanno importanza fondamentale, soprattutto per siti commerciali, ed è proprio da questa consapevolezza che l’Europa vuole rilanciare la propria posizione nel web con un nuovo interessante progetto.

Si chiama Quaero, ed è il primo motore di ricerca multimediale concepito nel vecchio continente: il presidente francese Jacques Chirac, che più di tutti ha voluto la nascita di questo progetto, l’ha già definito “l’Airbus del digitale“.

Il progetto, principalmente sviluppato dall’asse franco-tedesco, conta già da adesso tra i suoi partner nomi importanti: Thomson, France Télécom, Deutsche Telekom, Exalead e istituti di ricerca tra cui l’INRA, Inria, il CNRS, l’Università di Kalrsruhe. Un’ultimora vede l’adesione anche di Bertelsmann, proprietaria di Lycos Europe.

Il nuovo motore di ricerca prende il nome da un verbo latino, Qaero (Io cerco), e si propone come il primo strumento di ricerca made in UE con funzionalità multimediali avanzate: per riuscirci l’anti-Google europeo adotterà una nuova sofisticata tecnica di trascrizione, indicizzazione e traduzione dei contenuti multimediali audio-video. Inoltre Quaero sarà dotato di un nuovo sistema di riconoscimento e indicizzazione di tutte le immagini. La presentazione è attesa a giorni, mentre per la pubblicazione nel web si dice che dovremo attendere marzo.

Quaero è solo una delle iniziative a cui l’Europa, con Francia e Germania in prima fila, sta dando vita rilanciando la sfida agli USA nel sempre più importante campo del digitale.

Infatti tra i progetti già annunciati c’è anche la nascita di una nuova biblioteca digitale europea, in evidente contrapposizione con Google Print.

Inoltre si fa avanti anche una suggestiva ipotesi nel campo della ricerca: la creazione di un istituto di ricerca tecnologica tutto europeo, una sorta di MIT (Massachusetts Institute of Technology) del vecchio continente, anche se fino ad ora si tratta solo di un’idea che verrà proposta in commissione europea a primavera. Un progetto davvero molto importante se realizzato, che potrebbe aiutare a bloccare la fuga dei ricercatori dall’Europa a favore degli Stati Uniti, e che darebbe vita ad un polo della ricerca tecnologica nel cuore dell’Unione Europea.

Sembra proprio che l’Europa si sia finalmente accorta delle enormi potenzialità che la rete mette a disposizione in molteplici ambiti, anche se gli USA molto avvantaggiati e c’è un nuovo concorente già da adesso: in Giappone è già in preparazione un nuovo motore di ricerca con le importanti collaborazioni di Fujitsu, Nec, e di NHK (il servizio pubblico televisivo nipponico).


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Mac + Intel = MacIntel

Mercoledì 11 Gennaio 2006

Svolta epocale quella a cui stiamo assistendo: come annunciato già da giugno del 2005, Apple e Intel avviano una collaborazione che porta i nuovi Mac a montare i chip x86 della casa di Santa Clara.
Ieri al MacWorld Expo di San Francisco, con la presenza di Steve Jobs (co-fondatore e CEO di Apple) e Paul Otellini (presidente di Intel) c’è stata la presentazione in pompa magna dei primi “figli” di questo matrimonio: il MacBook Pro e il nuovo iMac.

Il MacBook Pro è senza dubbio un piccolo gioiello dell’attuale tecnologia portatile: Apple dichiara che è quattro volte più potente del predecessore, il PowerBook G4. Case in alluminio, con uno spessore di 2,54 cm e solo 2,5 kg di peso, il nuovo notebook della Apple ha uno schermo di 15 pollici con una risoluzione massima di 1440 x 900 pixel ed è corredato da una scheda video ATI Mobility Radeo x1600 con 128 MB o 256 MB di GDDR3. Tra le altre componenti segnaliamo la videocamera iSight, l’interfaccia multimediale Front Row con supporto al telecomando di Apple, il supporto Bluetooth 2.0+EDR (Enhanced Data Rate) integrato, connettività wireless AirPort Extreme a 54 Mbps, uscite DVI e VGA, Scrolling TrackPad, tastiera retroilluminata, e sistema Sudden Motion Sensor per proteggere l’hard disk (supportati i modelli fino a 500 GB) in caso di caduta.
Per ora i modelli disponibili del MacBok Pro sono due, entrambi dotati del Pentium M con Core Duo: uno con 1,67 GHz e 80 GB da 2159 euro, e l’altro con 2,83 GHz e 100 GB da 2699 euro.

Sul fronte dei desktop la Apple ha presentato il nuovo iMac, anch’esso dotato del nuovo Pentium M con Core Duo. La configurazione standard è dotata di unità ottica SuperDrive per la masterizzazione di DVD, 512 MB di memoria SDRAM DDR2 a 667MHz espandibile fino a 2 GB, fino a 500 GB di hard disk, e scheda grafica ATI Radeon X1600 su PCI Express con 128 MB di memoria GDDR3. Per il collegamento di rete il nuovo iMac ha una scheda Gigabit Ethernet 10/100/1000 BASE-T, AirPort Extreme da 54Mbps e il supporto Bluetooth 2.0+EDR (Enhanced Data Rate). Presenti inoltre cinque porte USB (di cui tre USB 2.0), due porte FireWire 400, e un’uscita video mini-DVI per collegare un monitor Cinema HD Display da 30 pollici.
Anche nel caso dell’iMac le versioni presenti nel mercato per il momento sono due: una con 1,83 GHz e 160 GB da 1379 euro, e una da 2 GHz e 250 GB da 1799 euro.


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