De 2008 psichedelia
Mercoledì 28 Maggio 2008Sembrano così lontani gli anni ‘60-’70 con la loro musica contorta, acida e delirante, ma negli ultimi anni sono numerose le band formatesi per riscoprire quelle sonorità, magari riproponendole sotto una diversa prospettiva.
Partendo da questo presupposto analizziamo alcuni dischi recenti dell’ambito, cercando di capirne di più.
Dead Meadow - Old Growth (2008)
Torna sulle scene la band di Washington, a distanza di tre anni dall’ottimo Feathers. Questo disco sembra iniziare a spostare il focus dei Dead Meadow verso nuove idee, allontanandosi prima di tutto dalle lunghe divagazioni strumentali che avevano distinto nel passato i loro dischi. Meno psichedelia quindi, più spazio invece allo stoner e in qualche frangente al folk. Si tratta di un album di transizione, che inizia a far migrare il gruppo verso nuove idee dopo una prima parte di carriera davvero molto buona e costellata da alcuni ottimi dischi.
Tirando le somme possiamo dire che Old Growth è un disco interessante, anche se prescindibile rispetto ad altri capitoli discografici dei Dead Meadow.
Voto: 




Black Mountain - In The Future (2008)
Secondo capitolo dei Black Mountain, dopo l’omonimo disco di esordio datato 2005. Una band che prende a piene mani dagli anni ‘70 richiamando l’hard rock dei Black Sabbath, gli echi psichedelici dei Pink Floyd dell’era Barret, senza dimenticarsi dei Jefferson Airplane.
Anche qui si può scorgere qualche episodio con venature folkeggianti, ma In The Future rimane un disco prettamente hard-rock con forti reminiscenze psichedeliche.
Consigliato agli appassionati del genere, ma anche a chi vuole fare un tuffo nel passato senza troppe pretese.
Voto: 




The Black Angels - Directions To See a Ghost (2008)
Ed ecco il ritorno anche dei Black Angels, che dopo l’acidissimo esordio del 2006 con Passover si ripetono a distanza di due anni.
Directions To See a Ghost è un album di puro hard-rock sanguigno, psichedelico, e dai suoni incredibilmente sporchi. In molti hanno accostato il loro genere alla neo-psichedelia, proprio per la loro personale rielaborazione sonora di quegli anni. Naturalmente anche qui si sentono le rimiscenze sabbathiane, floydiane, e chi più ne ha più ne metta. Ma personalmente questo disco mi lascia qualcosa che gli altri due di sopra non hanno.
Voto: 










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